Teatro Aventino

Il Teatro Aventino di Palena è uno dei più piccoli teatri d’Europa, con i suoi 99 posti in perfetto stile italiano: una platea, due ordini di palchetti ed un loggione.

Dal 1998, con delibera di Consiglio Comunale, il Teatro dell’Aventino è dedicato ad Ettore Maria Margadonna.

Ecco in breve la sua Storia:

1812 A tale data risale il primo Documento in cui i giovani di Palena chiedono al Sindaco di  spendere 30 Ducati per il restauro del Teatro, allora ubicato vicino all’attuale Chiesa di San Francesco (Piazzetta dei Capitoli).  Se ne deduce che il Teatro era già attivo molto tempo prima.

1815 A seguito di  tale richiesta viene costruito un vero palcoscenico.

1831 Su richiesta dei Reverendi Padri Missionari de’Vergini di Napoli, il Sindaco, dopo una disposizione del Sottointendente di Lanciano, ne ordina la chiusura in quanto troppo vicino ad un luogo sacro (curioso è che dopo tanti anni la scalinata accanto alla chiesa è diventata , e lo è ancora adesso, il Teatro all’aperto dell’Estate Palenese).

1833 L’Intendente chiede al Sindaco una perizia per il restauro del Teatro, tornando stranamente sulla decisione precedente.

1834 Viene approvata tale perizia dagli uffici competenti e successivamente cominciano i lavori di ristrutturazione.

1840 Sospesi i lavori di ristrutturazione, a causa di una polemica iniziata dal Barone Nanni per la costruzione di un nuovo Teatro e la vendita del sito in cui risiedeva il vecchio, il Decurionato vota all’unanimità per la realizzazione del nuovo Teatro, abbandonando definitivamente il recupero del vecchio. Ma il Sottointendente si oppone a tale decisione affermando che prima di ogni altra cosa era necessaria la costruzione di un cimitero.

1843 Ignorando tale decisione il Sindaco dispone tutte le condizioni necessarie alla costruzione del nuovo Teatro.

1844 Il Sottointendente chiede il blocco dell’iniziativa. Comincia così un durissimo scontro tra il Comune di Palena e gli organi superiori.

1845 Con un documento a firma dell’Intendente viene comunicato che Palena non avrà il suo Teatro.

1847 Con una lettera del Sindaco si comunica all’Intendente che il Teatro è quasi ultimato e che manca solo la parte interna.   L’Intendente risponde duramente appellandosi ad una Circolare Ministeriale che vietava la costruzione di nuovi teatri e chiede il cambio della destinazione d’uso. Il Comune di Palena accetta tale imposizione , ma una volta avuta l’autorizzazione per la trasformazione in Magazzino, prosegue i lavori per il Teatro  comunicando al Ministero degli Interni che la costruzione del Teatro gli era stata bloccata ad opera quasi ultimata.  A questo punto l’Intendente scrive al Ministero chiarendo che l’autorizzazione rilasciata era per la costruzione di un Magazzino e gli rimette oggi decisione futura.

1848 Con una lettera all’Intendente, il Sindaco spiega i modo molto ironico che nell’eseguire i lavori per il Magazzino, non si era dimenticato il progetto primario e quindi nell’innalzamento del fabbricato si era pensato alle giuste proporzioni e ad una facciata corrispondente. Così in un Teatro ancora con un solo ordine di palchi, i giovani di Palena mettono in scena una farsa in musica con l’Inno Reale.  Quello stesso anno il Sindaco rispettando l’ingegno dei suoi predecessori chiede il parere favorevole all’Intendente, per il completamento dell’Opera scrivendo fra l’altro: “non ho bisogno di dimostrare a lei, Signor Intendente la grande utilità di avere un Teatro onde progredire nella civilizzazione, ed sommi vantaggi che le popolazioni vi traggono essendo l’unico mezzo per addolcire gli animi, ingentilire i costumi e rendere colti i Popoli .  E’ desso una continua scuola onde far amare le virtù e fuggire il vizio”.

Da allora tante Compagnie Teatrali ed Orchestrali, Nazionali o strettamente locali, hanno calcato le scene dell’Aventino. Tutto questo finché non cominciò un periodo tremendo. Tra guerre ed eventi sismici il Teatro ne uscì malandato. Più volte ristrutturato diventò anche cinematografo, alternando questa nuova attività a quelle teatrali e musicali.

Poi è storia recente:

Chiuso dopo il terremoto del 1984 e riconsegnato alla collettività nel 1998 nel ricordo di un palenese come Ettore Margadonna, noto scrittore e sceneggiatore dei tempi d’oro di Cinecittà, il Teatro Aventino ricomincia pian piano ad avere una sua identità precisa, e questo grazie anche ad una giovane Compagnia locale come la “EMME.BI” che con il sostegno della Pro-Loco Palena è riuscita a produrre e mettere in scena vari spettacoli teatrali.

Nel 2002 il Comune di Palena da vita ad una nuova Stagione Teatrale.

Nel 2005 il Comune di Palena in accordo con la Provincia di Chieti ne affida la gestione, con annessa residenza teatrale, all’Associazione Teatro dell’Aventino Compagnia EMME.BI.

Grazie alla passione della compagnia EMME.BI il teatro di Palena è uno dei pochi in Provincia di Chieti ad avere una stagione teatrale ed una compagnia stabile. La gestione della Compagnia EMME.BI garantisce una vera e propria scuola di teatro con il coinvolgimento di decine di ragazzi e bambini. Per l’Amministrazione comunale in carica dal 2005, che ha provveduto all’affidamento del teatro e concede un contributo annuo per la gestione, è un immenso onore essere, seppure in piccolissima parte, artefici di un così grande stimolo di civiltà. (Nota del Sindaco Domenico Parente).